CORE

Il Chirurgo Plastico Oncologo:
una figura professionale necessaria

Il costante evolversi della diagnostica preventiva nelle patologie oncologiche ha fatto sì che la chirurgia conservativa sia progressivamente diventata il punto d’arrivo primario della chirurgia oncologica.

Il Chirurgo Oncologo mette a disposizione del paziente un’approfondita conoscenza di tutte le più avanzate tecniche di chirurgia ricostruttiva e di chirurgia estetica. Per quanto riguarda la mammella, le nuove protesi, l’ingegnerizzazione del tessuto adiposo, le matrici dermiche e le tecniche microchirurgiche, spesso in associazione tra loro, costituiscono un ineludibile supporto tecnologico che si concretizza sempre più spesso in una ricostruzione di ottimo livello.
Questo immenso patrimonio culturale e tecnico fa sì che oggi ogni esigenza demolitiva oncologica possa al tempo stesso venire controbilanciata da una ricostruzione morfo-funzionale ed estetica di alta qualità.

In questa visione innovativa della gestione interdisciplinare delle patologie oncologiche, al fine di ottimizzare le scelte terapeutiche, la chirurgia plastica non può e non deve subentrare alla chirurgia demolitiva, ma deve essere, sin dal primo momento, parte integrante della pianificazione della strategia chirurgica. Per questo, è auspicabile la nascita di una disciplina , capace di unire in sé entrambi gli ambiti di competenze: la Chirurgia Oncologica Ricostruttiva Estetica. (C.O.R.E).

La chirurgia plastica: una disciplina trasversale.


     La chirurgia plastica s’interessa di un’ampia gamma di settori, interagendo con un numero considerevole di specialisti che abbracciano quasi ogni branca della Medicina. E’ inoltre una delle poche specializzazioni chirurgiche non “distrettuali”, in grado di operare quindi su qualsiasi distretto corporeo.
Prendiamo ad esempio la chirurgia della mammella. Essendo oramai imprescindibile la ricostruzione funzionale dal risultato estetico, è necessario ricorrere alla Chirurgia Oncologica Ricostruttiva Estetica (C.O.R.E.), sia della regione mammaria che della regione cervico-facciale.
Il significato dell’acronimo C.O.R.E. è proprio quello di riuscire ad armonizzare funzione ed estetica, al fine di ottenere uno standard qualitativo elevato e un abbattimento significativo dei costi.

Oggi sarebbe antiquato parlare di chirurgia mammaria in termini solo di chirurgia pre e post-oncologica o pre e post-demolitiva poiché le due fasi chirurgiche non sono più separate ma si integrano profondamente, anche in virtù dei grandi progressi avvenuti nel campo della diagnostica preventiva.
Infatti questa rapida evoluzione ci ha portato, negli anni più recenti, ad una chirurgia mammaria sempre più conservativa e di rimodellamento.
Questo si evidenzia ancora di più in quel 30-35% di casi in cui la chirurgia minore non è sufficiente a garantire la radicalità del trattamento e quindi la salvaguardia della salute delle pazienti.

In questi casi il chirurgo plastico senologo assume un ruolo fondamentale nel dare l’indicazione all’intervento demolitivo maggiore (SSM; NSM, SR) nell’ottica della ricostruzione più idonea. Infatti, solo il Chirurgo Plastico Oncologo è in grado di pianificare i passi che porteranno ad un risultato qualitativo d’eccellenza che non può prescindere dal rimodellamento/simmetrizzazione della mammella controlaterale e della ricostruzione del complesso areola-capezzolo.
Il chirurgo oncologo plastico deve quindi possedere diverse qualità che garantiscano l’elevato standard del suo operato: conoscenza approfondita dei protocolli oncologici e padronanza sia delle tecniche ricostruttive che della chirurgia mammaria estetica.    



Prof. Stefano Bruschi

C.O.R.E: presente e futuro

Nella nostra realtà, pur non avendo ancora pienamente soddisfatto i criteri per la certificazione europea EUSOMA (European Society of Mastology), molto si sta muovendo in tal senso. Per quanto concerne la Chirurgia Plastica in particolare, essa è già in possesso di tutti gli standard qualitativi richiesti a livello europeo.

Per quanto riguarda il percorso ricostruttivo delle donne affette da carcinoma mammario, una prima unione delle figure professionali di Chirurgo Plastico Oncologo e Chirurgo Estetico, si può ritrovare presso il presidio del Sant’Anna di Torino, per quanto in una fase ancora in via di perfezionamento a livello organizzativo.
Sarebbe auspicabile un coordinamento unico per l’attività della chirurgia oncologica mammaria nell’ottica della chirurgia oncologica plastica estetica.

A prescindere dal tipo d’intervento è evidente come le conoscenze in ambito ricostruttivo ed estetico siano fondamentali sin dal primo approccio chirurgico alla ghiandola mammaria e non debbano essere considerate un “surplus” da valutare solo in seguito ad un intervento demolitivo.
A tal scopo, risultano quindi fondamentali le conoscenze dei protocolli del chirurgo oncologo e del chirurgo plastico che si fondono nella figura di chirurgo competente, denominata CORE (Chirurgo Oncologo Ricostruttivo Estetico).

Oggi l’intervento per tumore al seno non deve concludersi con la semplice asportazione della massa tumorale, ma oltre a tenere in considerazione una valida ricostruzione della mammella coinvolta, in virtù della sua visione d’insieme, il COPE deve garantire alla paziente interventi di correzione della mammella controlaterale sia da un punto di vista profilattico che estetico.

È quindi possibile la creazione di un’unica figura chirurgica di chirurgo oncologico – estetico che, grazie alle conoscenze acquisite durante gli anni di specializzazione in Chirurgia Plastica, sia in grado di coordinare adeguatamente l’iter chirurgico senologico.