ITPAS

Bello da divulgare, bello da valorizzare

ITPAS nasce dall’idea di valorizzare e divulgare il bello unendo il gusto estetico che da sempre contraddistingue l’Italia, alle più avanzate tecniche di chirurgia plastica.

Ciò che ci distingue come Italiani è proprio il gusto, il senso del bello ed è quello in cui eccelliamo. Il nostro senso artistico, il nostro senso delle proporzioni.

Le proporzioni sono sinonimo di bellezza e quindi di queste anche il Chirurgo Plastico deve impadronirsi.
La nostra specialità raccoglie in sé tutto ciò in cui primeggiamo: l’estetica, il gusto, il senso del bello. Inoltre come chirurghi plastici che esercitano la loro professione in Italia, siamo chiamati a soddisfare i canoni estetici di pazienti molto esigenti in tal senso.

La percezione delle proporzioni ottimali come sinonimo di bellezza e armonia è, infatti, patrimonio quasi esclusivamente italiano e incarna l’essenza della nostra professione. Nella società e sanità moderne, il benessere non può prescindere dall’estetica. In quest’ottica la Chirurgia Plastica Estetica non si limita ad essere una tecnica ma vuole trasmettere la filosofia del bello traducendolo nelle tecniche chirurgiche che il Chirurgo Plastico Estetico ha a sua disposizione.

ITPAS, con l’aiuto di tutti quelli che si riconoscono in questa filosofia di fondo, diventa dunque un momento di aggregazione, di confronto e di divulgazione, non solo a livello nazionale ma internazionale.

L’estetica dell’esperienza e l’arte del bello.


     Sono nato a Firenze, città ricca di storia e di cultura artistica. Credo di essere stato sin da piccolo affascinato e inconsapevolmente influenzato dall’arte e dall’architettura della mia città natale. Pur essendo vissuto a Firenze solo i primi anni della mia infanzia, ne ho assorbito l’atmosfera e la cultura, una sorta di imprinting in cui affondo le mie radici intellettuali e la mia propensione verso il lato estetico e il senso delle proporzioni.    



     La convinzione che il chirurgo Plastico deve avere la capacità di vedere la composizione nel suo insieme e ogni elemento nella sua singolarità e nel suo spazio per poi poterla modificare migliorandola, è nata in me osservando le opere di Giotto. Giotto fu il primo pittore ad interpretare il mondo che lo circondava e a trasporlo sulla tela secondo un concetto nuovo. Nelle sue opere rappresentò la composizione nel suo insieme ma con maggior capacità di “vedere” lo spazio rispetto ai suoi predecessori e creò la prospettiva.    



     A Firenze si narra che Michelangelo, geloso della cupola del Brunelleschi, volle migliorarla edificando una balaustra alla base. I fiorentini criticoni, passando ai piedi della cupola commentarono: “Ma cosa vuole fare? La gabbia del grillo?”. Michelangelo abbandonò il progetto e quando gli fu commissionata la cupola di San Pietro a Roma, in cuor suo sfidò i fiorentini e la costruì secondo il proprio volere. Quando terminò l’opera, con estrema onestà intellettuale ammise: “Ho costruito una cupola più grande, ma non più bella perché le mie proporzioni non sono perfette come le sue. Le proporzioni sono sinonimo di bellezza e quindi di queste anche il Chirurgo Plastico deve impadronirsi.     

Prof. Stefano Bruschi