Additiva mammaria con tecnica tradizionale

Indicazioni

Oggi sempre più donne avvertono l’esigenza di avere un seno prosperoso e per questo scelgono di ricorrere a un intervento di mastoplastica additiva.

L’additiva mammaria ha come obiettivo l’aumento del volume mammario attraverso l’utilizzo di protesi. ?Il volume, però, non può essere tutto. Anzi, si deve porre molta attenzione alla forma che assumerà la mammella e che condizionerà il risultato estetico.

L’intervento chirurgico deve mirare a ottenere innanzitutto un seno naturale, le mammelle devono essere morbide al tatto e il risultato deve essere durevole nel tempo. Per questo occorre affidarsi ad uno specialista in grado di trovare la soluzione ottimale capace di rispondere al meglio a queste esigenze.

Le tipologie di protesi sono due: anatomiche e rotonde (semisferiche).

Le protesi rotonde vengono utilizzate quando il seno necessita di un semplice aumento volumetrico, senza che se ne debba modificare la forma.

Le protesi anatomiche, invece, sono la scelta più idonea per quelle pazienti prive di adeguato tessuto, per cui è necessario intervenire sia sul volume che sulla forma della mammella.

Di seguito sono riportati i principali vantaggi relativi alla scelta delle protesi anatomiche, più idonee ad ottenere un risultato maggiormente naturale e adatto alla fisicità della singola paziente.

A cosa deve mirare l’intervento di additiva mammaria:

    • ottenere un seno naturale
    • la mammella deve essere morbida al tatto
    • il risultato deve essere durevole nel tempo

Per raggiungere questo, due sono i requisiti fondamentali:

    • una tecnica chirurgica d’avanguardia
    • protesi mammarie di ultima generazione (protesi anatomiche)

Vantaggi riscontrati utilizzando le protesi anatomiche:

    • una forma del seno più naturale, legata al mantenimento del filling (riempimento) del polo superiore
    • la possibilità di scegliere la protesi più adatta alla singola paziente (in quanto non viene considerato il solo volume, ma anche le dimensioni della protesi in larghezza ed in altezza (ed in proiezione)
    • la minore percezione della capsula periprotesica sia all’ispezione che alla palpazione

Prof. Stefano Bruschi

Intervento

La tecnica chirurgica negli ultimi anni si è sempre più perfezionata. Oggi, per ottenere dei risultati esteticamente naturali, le protesi vengono poste sotto il muscolo per evitare proprio la mancata naturalezza che spesso si può notare sotto forma di due protesi sferiche a livello del torace. Le protesi possono essere inserite per via ascellare, periareolare o sottomammaria. L’intervento viene eseguito in Day-Hospital o con una notte di degenza, preferibilmente in anestesia generale. Talvolta sono previsti drenaggi.

 

Avvertenze postoperatorie

  • la cute viene chiusa con punti sottocutanei riassorbibili e/o collante, quindi non ci saranno punti di sutura da rimuovere
  • la paziente può riprendere le sue attività dopo 3-4 giorni senza sforzi
  • non vengono applicate fastidiose fasciature dopo l’intervento, ma solo un reggiseno contenitivo
  • la paziente può riprendere l’attività fisica dopo circa 1 mese

 

Domande frequenti

  1. D: Quanto durano le protesi?
    R: 
  2. Le protesi non scadono dopo 10 anni, ma possono durare molto più a lungo nel tempo, anche se non è possibile prevedere un numero preciso di anni. Oggi gli standard qualitativi di certe protesi sono notevolmente migliorate rispetto al passato, in quanto obbligati a corrispondere agli standard qualitativi CE e dell’Ente Americano F.D.A.


  3. D: Qual è la protesi migliore?
    R: La protesi al silicone rimane la protesi di riferimento a livello internazionale.

  4. D: È meglio inserire la protesi sopra o sotto il muscolo?
    R: Anche se in medicina non esiste una sola opzione, in pazienti con poco seno, per ottenere un risultato naturale nel tempo, è preferibile posizionare la protesi sotto il muscolo.

  5. D: Il risultato rimane inalterato nel tempo?
    R: Grazie all’introduzione di protesi di nuova generazione come quelle anatomiche, il risultato nel tempo è decisamente ottimale.

 

Additiva mammaria
Additiva mammaria
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