Rinoplastica secondaria
L’arte della Chirurgia Plastica

 

INDICAZIONI

La rinoplastica secondaria viene eseguita per rimediare a difetti sia estetici che funzionali, esito di una rinoplastica primaria o trauma nasale. 

L’intervento di rinosettoplastica rappresenta da sempre una sfida per il chirurgo plastico sia per la complessità delle strutture anatomiche coinvolte che per la difficoltà di ripristino della funzione respiratoria.

La Chirurgia Plastica si prefigge l’obiettivo di fondere in un unico intervento sia la correzione di eventuali deficit funzionali che il raggiungimento dell’ottimale estetico. 

La rinoplastica secondaria deve mirare a corregge l’eventuale difetto funzionale respiratorio e ripristinare l’estetica del naso con l’utilizzo di innesti cartilaginei che, opportunamente inseriti, permettono il ripristino di un naso esteticamente normale rimodellando le strutture anatomiche e correggendo l’eventuale difetto funzionale.

Gli innesti cartilaginei sono spesso prelevati dal setto nasale e opportunamente modellati vengono posizionati per ripristinare un difetto del dorso nasale insellato o per correggere una punta nasale distorta e artefatta.

L’intervento di rinoplastica secondaria, serve dunque a ripristinare non solo le normali funzionalità fisiche del naso, ma anche a riportarlo ad una forma esteticamente piacevole.

Il naso è l’essenza stessa del volto: quando è esteticamente bello risulta armonicamente “inglobato” nel volto; viceversa, se deforme o sproporzionato, risulta subito evidente e viene notato da chi ci è di fronte.

Non può esistere un ripristino estetico che non sia funzionalmente valido; la ricerca dell’estetica non deve essere considerata diminutiva, ma piuttosto un valore imprescindibile.

 

 

Additiva mammaria
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