Stefano Bruschi


Quando la donna desidera un seno più prosperoso


Prof. Stefano Bruschi
Ordinario di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Direttore della Scuola di Specialità di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Università di Torino
Coordinatore Nazionale del PFP (chirurgia estetica della S.I.C.P.R.E.)
Visiting Professor dell'ISAPS

Molte donne desiderano un seno più prosperoso o semplicemente un seno esteticamente più piacevole.

La richiesta espressa dalla donna è quella di un intervento chirurgico che tecnicamente chiamiamo mastoplastica additiva, intervento di chirurgia estetica che consente al chirurgo plastico di modificare la forma e la dimensione del seno rendendolo più armonioso.

Queste modifiche della configurazione mammaria richiedono l'utilizzo di protesi mammarie. Oggi il chirurgo plastico ha a disposizione un numero molto elevato di protesi con variabili combinazioni di volumi e forme, così tante da far sorgere il dubbio: quale scegliere? Quale è la protesi migliore? Come sempre in Chirurgia estetica la risposta non è dogmatica e la scelta non è univoca. La scelta deve essere determinata dalla situazione di partenza della singola paziente e al risultato cui si vuole arrivare.

Ecco che la visita pre-operatoria diventa il primo momento fondamentale che getta le basi per un buon risultato in un intervento di chirurgia estetica. Quando si parla di protesi di ultima generazione si intende far riferimento a protesi anatomiche (a goccia), tesaurizzate, in gel di silicone altamente coesivo piuttosto che a protesi rotonde che variano in quanto alla forma poiché sono semisferiche.

Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria
Additiva mammaria

Il Prof. Bruschi utilizza da più di 25 anni le protesi cosiddette di ultima generazione poiché il loro impiego fu introdotto in Italia nel 1993 anno a partire da quale furono utilizzate sia in ambito ricostruttivo che estetico, contrariamente a quanto avvenne negli Stati Uniti dove l' F.D.A. ne approvò l'uso per finalità estetiche solo 4-5-anni fa. Questa esperienza, maturata in 25 anni di attività, consente di fare oggi delle scelte più consapevoli e meditate.

Le domande che il chirurgo estetico deve porsi sono molteplici: che protesi scegliere (anatomiche o semisferiche, lisce o testurizzate), dove posizionarle (se sotto-ghiandolari o sotto-muscolari)... la risposta deriva dalle variazioni che si vogliono apportare alla mammella della paziente e dall'esperienza del chirurgo nel sapere quali azioni compiere per ottenere il risultato ottimale.

Se la paziente presenta una mammella poco rappresentata ed è di costituzione magra, la scelta cadrà quasi inevitabilmente verso una protesi anatomica ed un inserimento sotto-muscolare, viceversa se la paziente presenta un seno ben rappresentato e uno pannicolo adiposo di spessore superiore ai 2 cm ecco che sarà più probabile optare per una protesi semisferica posizionata sotto-ghiandola. Se invece la mammella si presenta ptosica, l'inserimento di una protesi non è sufficiente a correggerne la forma. Occorre ricorrere ad un intervento di mastopessi e additiva con un intervento combinato quale ad esempio la “Slip-sliding technique” ideata dal Prof. Bruschi che consente di sollevare la ghiandola mammaria aumentandone il volume con l'inserimento di una protesi attraverso una cicatrice peri-areolare sovrapponibile a quella di una semplice mastoplastica additiva.

I chirurghi italiani che hanno avuto la possibilità di utilizzare protesi anatomiche testurizzate per ben 25 anni, riescono oggi a fare delle scelte più consapevoli e meno dogmatiche rispetto a chirurghi di altri paesi che possono impiegarle da solo pochi anni e non possono quindi vantare altrettanta esperienza.



Tipologie di intervento

Chirurgia plastica

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Stefano Bruschi

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Professore Ordinario di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Università degli Studi di Torino
e Socio ordinario e Consigliere della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE).