Stefano Bruschi


Rinoplastica: tecnica sofisticata
dove i millimetri fanno la differenza


Prof. Stefano Bruschi
Ordinario di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Direttore della Scuola di Specialità di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Università di Torino
Coordinatore Nazionale del PFP (chirurgia estetica della S.I.C.P.R.E.)
Visiting Professor dell'ISAPS

Nell’ambito della chirurgia estetica, la rinoplastica, rappresenta uno degli interventi sempre più richiesti, e nello stesso tempo, una delle sfide più affascinanti. Il naso è l’essenza stessa del volto: quando è esteticamente bello risulta armonicamente “inglobato” nel volto; viceversa, se deforme o sproporzionato, risulta subito evidente e viene notato da chi ci sta di fronte.

La principale finalità della rinosettoplastica è quella di correggere da una parte il disturbo ventilatorio della piramide nasale e dall’altra quella di restituirle forma ed armonia perseguendo il concetto delle giuste proporzioni. Si tratta di un intervento che richiede enorme abilità ed esperienza per non incorrere in quelle che sono considerate “storture” chirurgiche ed estetiche.
Come sostiene il professor Stefano Bruschi “Esiste il naso perfetto con quelle fattezze di dimensione e forma dettate dalle analisi estetiche senza che sembri rifatto. Solo in tale modo, il naso potrà collocarsi in armonia con l’intero volto e risulterà pertanto differente, non perché “diverso”, bensì perché collocato in “volti diversi”.”

Se, infatti, aumentare o diminuire le dimensioni del naso, ritoccarne la linea del dorso o della punta è il sogno di molti, d’altro canto questo intervento richiede una particolare perizia da parte del chirurgo, sia per la complessità delle strutture anatomiche coinvolte, sia per la difficoltà di ripristino della funzione respiratoria. Un intervento non correttamente eseguito può quindi comportare non soltanto problemi estetici, ma anche funzionali, con gravi conseguenze psicologiche per il paziente.

“Effettivamente - commenta il professor Stefano Bruschi, direttore della S. C. Chirurgia Plastica dell’A. O. Città della Salute e della Scienza di Torino, Direttore e Professore Ordinario della Scuola di Specialità di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica – si deve anche tener conto che il naso rappresenta l’essenza stessa del volto. Non si può nascondere, non si può truccare: quando è bello risulta armonicamente inglobato nel volto, se è deforme o sproporzionato, viene immediatamente notato da tutti.

Esistono differenze fra le aspettative di uomini e donne?
ll concetto di ideale estetico non cambia fra uomini e donne; ma se può essere tollerata una rinoplastica lievemente artefatta sulla donna, questa risulta inaccettabile sull'uomo.

Professore, anche per il naso si può utilizzare il vecchio adagio 'è bello ciò che piace' o esiste il naso perfetto?
Il naso perfetto per ogni volto esiste, ed è quello che risponde a quei criteri di dimensioni e forma dettati dalle analisi estetiche. Per ottenere il risultato ottimale, occorre saper individuare quale sia il naso ideale per ogni volto e saper diagnosticare in quali dettagli questo ideale risulti deviato, per poter predisporre la strategia chirurgica più adeguata alla loro correzione. Molteplici sono le varianti morfologiche del naso, cosi come molteplici sono le possibili varianti di tecniche alle quali si può ricorrere.

Dev'essere complicato identificare l'ottimale estetico…
Si, occorre evitare gli stereotipi, ricordando sempre che sarà poi il viso a personalizzare il ‘suo' naso. La dinamica espressiva di un volto riveste una rilevanza di gran lunga maggiore rispetto all’esattezza dei rapporti geometrici fra i suoi elementi costitutivi. Aggiungerei tuttavia che il profilo può offrire, in termini pratici, un esempio di quella proporzione ideale della quale è necessario tener conto quando programmiamo un intervento di rinoplastica.

Possiamo dunque asserire che occorre essere artisti, oltre che chirurghi?
Certamente. Chi decide di sottoporsi a questo intervento, deve rivolgersi a un professionista che non soltanto sia in possesso di solide conoscenze di anatomia chirurgica, e abbia maturato esperienza tecnica, ma che sia anche dotato di quello che io definisco l’insight del bello.

Questo rimanda al concetto filosofico dell’ITPAS che lei ha elaborato. Vuole approfondire questa filosofia in rapporto all'intervento rinosettoplastica?
Certo. L'lptas è l'acronimo di ltalian Plastic Aesthetic Surgery. Il primo aggettivo, Italian, non è stato certo utilizzato a caso, ma fa riferimento al senso del bello che, come è universalmente riconosciuto, è innato negli italiani, a contatto da sempre con la bellezza alla loro percezione delle proporzioni ottimali come sinonimo di armonia: di quella che si definisce la 'sezione aurea’. Sto perseguendo, con adeguati corsi di formazione permanente, il mio obiettivo di coltivare (fra i colleghi) questa naturale predisposizione, affinché l’insight del bello si traduca nelle tecniche più sofisticate di cui disponiamo. Know-how e senso artistico debbono convivere e rafforzarsi a vicenda, nell’ambito della nostra specialità, e questo vale particolarmente negli interventi di rinosettoplastica, nei quali pochi millimetri possono fare la differenza.



Intervista di: MARINA ROTA

ITPAS


Stefano Bruschi

Affidati all’esperienza del Prof. Stefano Bruschi
chirurgo plastico a Torino!

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Direttore della Scuola di Specialità di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica Università di Torino
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Visiting Professor dell'ISAPS